Stampace, il quartiere più antico della città.

Oggi vi invitiamo a visitare uno dei quartieri storici di Cagliari, dove tra i vicoli, i balconi e le arcate dei portali delle chiese si cela una fetta di storia dei cagliaritani: Stampace (Stampaxi). Appena sotto le mura sud occidentali del Castello di Cagliari, si estende dal Largo Carlo Felice, che lo separa dal quartiere Marina, fino al Viale Merello, mentre a Sud si chiude con il Viale Trieste. Sembrerebbe, secondo le tradizioni,  il quartiere più antico della città. Non a caso le milizie di Stampace fin dal XVIII secolo, durante la processione di S.Efisio, hanno la precedenza sulle altre in quanto appartenenti al quartiere più antico.

L’origine del suo nome è stata spesso dibattuta. Un’origine predilige la morfologia del territorio ricco di cavità sotterranee chiamate dagli abitanti del luogo Stampus o Stampacci. Altro filone ricorda invece il grido degli spagnoli, “cussus dimonius” (quei diavoli), i quali se trovavano dopo il tramonto qualche sventurato locale dentro le mura del Castello,  lo gettavano dal Bastione di Santa Croce pronunciando la parola “stampax” …ovvero “stai in pace”.

Di recente uno studio storico-filologico offre un’altra interpretazione. Parrebbe che i pisani avessero dato lo stesso nome a una via e un bastione lungo le mura di Pisa dove vi era una chiesa dedicata a Santo Paciano.

In ogni modo, a parte le origini del nome, questo è il quartiere dove affondano le radici dell’anima più vera del popolo cagliaritano o meglio stampacino, che qui era ricordato come “Cuccuru cottu” (testa calda, rissoso) a seguito del modo in cui cercarono di difendere la città durante la conquista da parte degli aragonesi.

L’architettura del quartiere è semplice perché qui vivevano artisti e artigiani. Unica eccezione la fanno le chiese, soprattutto quella di Sant’Anna e di San Michele. La prima richiese ben 133 anni per essere ultimata: i due campanili vennero eretti in tempi diversi, il primo di sinistra ai primi del 1800, mentre il secondo venne innalzato nel 1938. A Cagliari quando si dice “sa fabbrica e’ Sant’Anna” si parla di un’opera che non si conclude mai. L’interno di entrambe le chiese, custodisce molte opere d’arte e simboli. Una curiosità la troviamo nella facciata della chiesa di San Michele dove nello stemma centrale si trova il monogramma della Compagnia, IHS ( IESUS HOMINIS SALVATOR). Lo stesso monogramma si ripete ben 78 volte in tutta la struttura, vi esortiamo a trovarli tutti!

Una visita la meritano i sotterranei e le cavità. La parte alta soprattutto è ricca di gallerie, realizzate per motivi di sicurezza durante la seconda guerra mondiale, e cisterne per la raccolta delle acque piovane dei periodi punico e romano.

Vi suggeriamo assolutamente una passeggiata tra i vicoli di questo angolo di Cagliari dove potrete cogliere la natura unica della sua gente, nel suo modo di vivere, di raccontarsi e di raccontare.

Lo scatto di @petitemarilu mostra uno scorcio del quartiere durante la manifestazione “Sa  Ruga” (la strada) in cui vicoli e piazzette si trasformano in tanti piccoli palcoscenici per giocolieri, attori, clown, ballerini e musicisti.