Visita all’Orto Botanico di Cagliari

Le origini dell’Orto Botanico a Cagliari risalgono alla metà dell’Ottocento, ma l’area estesa circa 5 ha e situata nella valle di Palabanda, cambiò varie destinazioni d’uso, o quantomeno colture. Infatti dopo il 1500 i terreni donati al Medico Porcell, da Filippo II re di Spagna, passarono all’Ordine dei Gesuiti,  i quali ne fecero orti e giardini iniziando quella che diventerà la vera vocazione di queste terre. Successivamente, dopo il il 1778, entrò  a far parte del Regno di Sardegna, e Stefano Barberis di Cuneo, vi impiantò un vivaio di gelsi per la produzione di bachi da seta. Dopo la cacciata dei piemontesi (1794) il giardino divenne di proprietà dell’Avvocato Cadeddu che cambiò coltura e fece piantare tre ettari di vigneti. Ma Cadeddu ritenuto uno dei responsabili della congiura di Palabanda contro Vittorio Emanuele I ebbe breve vita, e i terreni vennero abbandonati e adibiti a discarica. Nel 1851 l’Università ne acquista la proprietà e finalmente grazie all’impegno di alcuni cittadini noti a Cagliari, tra cui il Prof. Baille, l’Arch. Gaetano Cima, Il Prof. Patrizio Gennari, e Giovanni Battista Canepa, il giardino “dimenticato” riprende nuova vita sotto il nome di “Orto Botanico”. Il giardino  rifiorisce, e con orgoglio in pochi anni possiede una consistente varietà di piante provenienti da tutti i continenti. In tutta Italia fin dal 1200 si allestivano e coltivavano Orti e Giardini, e Cagliari era in ritardo in questa “moda”, ma possiamo tranquillamente affermare che in breve tempo diventò il più importante d’Italia. Raggiunse il massimo del suo splendore fino agli anni del secondo conflitto mondiale, periodo in cui venne utilizzato come sede militare, e fu fortemente danneggiato dai bombardamenti. Dopo la guerra, grazie all’impegno del Prof. Martinoli l’Orto venne ricostruito e migliorato. Attraversò altri periodi di degrado vista lo scarso interesse che ebbe la politica italiana negli anni 60 verso gli spazi dedicati al verde e si dovrà aspettare la metà degli anni 90 per un rinnovamento e una nuova sensibilità verso questi spazi cittadini.

Oggi è visitabile tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 9:00 alle 18:00 e rappresenta per Cagliari un gioiello di cui andare fieri, dove trascorrere alcune ore in mezzo al verde e ai mille colori di fiori spesso mai visti.

Oltre all’aspetto estetico, non trascurabile, attualmente è una struttura autonoma gestita dall’Università di Cagliari denominata HBK, acronimo che richiama il primo nome che fu attribuito alla struttura: Hortus Botanicus Karalitanus. E’ costituito anche da un Museo Botanico (MBK) e da una struttura per la conservazione ex situ del germoplasma, denominata Banca del Germoplasma della Sardegna (BG-SAR). Ha una notevole importanza dal punto di vista della ricerca scientifica e porta avanti vari progetti atti alla conservazione di vari habitat naturali tra cui quelli costieri, e varie specie vegetali.

In foto il Ficus magnolioides, uno dei più grandi della città.