Soggiorno breve a Cagliari, tre giorni senza fiato!

E’ Venerdì mattina presto, prestissimo e freddissimo. Partiamo da Bergamo con in volto l’espressione di chi si è svegliato a fatica, ma alle dieci in punto siamo già all’aeroporto di Elmas dove una luce abbagliante ci si presenta inaspettata e ci accompagnerà per tutto il nostro soggiorno breve a Cagliari. Questa piccola vacanza di tre giorni, che chiameremo “senza fiato”, inizia a riempirci lo sguardo di azzurro appena scesi dal nostro aereo.
In 6 minuti grazie ad un comodissimo treno, siamo alla Stazione di piazza Matteotti nel centro di Cagliari. Un breve sguardo ai palazzi della via Roma, dove ci concederemo altri momenti durante il nostro soggiorno e in pochi minuti siamo nel nostro Hotel dove ci accoglie un sorridente Nicola. Scopriremo poi, che la cordialità non è un caso da queste parti.
Con l’autobus torniamo in via Roma e ci addentriamo subito tra le vie dei quartieri storici della Marina. E’ un reticolo di viuzze in cui si affacciano i balconcini dei palazzi in stile liberty tinteggiati con colori vivaci, mai banali. I tavoli dei ristoranti ricoprono le strade, e le cucine di sicuro sono già in fermento, … i profumi che pervadono le vie non lasciano dubbi. Rimandiamo l’assaggio della cucina locale di qualche ora, e ci dedichiamo alla visita del MUTSEU per visitare l’area archeologica scoperta sotto la chiesa di Sant’Eulalia nel 1990 in occasione dei lavori di restauro della chiesa stessa. E’ incredibile pensare che al di sotto della città ve ne sia un’altra che risale perfino al III secolo d.c.. La tenue luce dei fari ci accompagna per tutto il percorso sotterraneo lungo una sovrapposizione di contesti urbanistici diversi: una strada romana lunga 13 metri, una cisterna, un portico e una chiesa gotico – catalana del XIV secolo d.c.. Anche il museo del Tesoro ci lascia sorpresi per la ricchezza di dipinti, paramenti, opere lignee e argenti. Il Polo di Sant’Eulalia vale di sicuro una sosta.
Torniamo all’aperto tra il chiasso del quartiere che non è mai cessato da quando fu al tempo dei pisani, punto di approdo di marinai, doganieri e mercanti (forse anche qualche pirata). Ma il profumo delle cucine e l’ora ci portano all’Antica Cagliari dove   cordialità e gusto si fondono e ci confondono.
Si sono fatte le 15:00 e decidiamo di intraprendere la salita verso il Castello il quartiere che sorge all’interno delle mura di quella che fin dai tempi della dominazione pisana era la roccaforte del Castel di Castro. Attraverso le ripide scalinate e con fiato spezzato dalla fatica raggiungiamo la via Manno, una delle vie dello shopping cagliaritano, e che a quest’ora è ancora silenziosa e poco affollata. La percorriamo tutta e ci troviamo in piazza Martiri da dove saliamo fino alla porta dei due Leoni, e poi quella dell’Aquila due degli antichi accessi al castello. In  via Lamarmora, alcuni portoni sono aperti e furtivamente ci infiliamo all’interno degli androni dove ancora resistono al tempo archi, muri e pavimenti di pietra di un lontanto passato. Arriviamo in piazza Carlo Alberto, dove durante l’inquisizione spagnola si bruciavano streghe, complottisti e traditori. Da qui saliamo (sempre saliamo) alla Cattedrale di Santa Maria Assunta, la cui facciata, è proprio il caso di dirlo, illumina la piazza in pieno giorno. Il suo interno merita una sosta e ne approfittiamo per riposare le gambe.

Concludiamo il nostro tour sul lato nord del quartiere dove si trova la Torre di San Pancrazio e oltre questa la Cittadella dei Musei, il museo archeologico più importante della Sardegna. Ci soffermiamo soprattutto nel settore dove sono esposti i Giganti di Mont’e Prama, delle statue di notevoli dimensioni in calcare arenaceo bianco, che risalgono al periodo nuragico. Nonostante la guida ci rassicuri sull’origine artistica di queste statue cosi imponenti e in qualche modo inquietanti, questi pugilatori con occhi cerchiati e polpacci enormi ci lascia il dubbio e l’immagine fantastica che tali sculture fossero state ideate e realizzate da un popolo superiore. Mah!

 

 

Rientriamo nel nostro hotel per la cena, e da qui ci godiamo le luci della città, che senza soluzione di continuità si fondono con le stelle. Che spettacolo!

Sabato….

Colazione con vista e via di corsa al ricevimento dove ci attende Francesco con la sua 4×4. Oggi si va a conoscere la costa sud occidentale della Sardegna.
Appena usciti da Cagliari attraversiamo la laguna di Santa Gilla dove possiamo ammirare i fenicotteri rosa. Qui li chiamano “Sa genti arubia” (il popolo rosa). Non si curano di noi e del traffico, e questo ci permette di fare alcuni scatti in tinta pink!
Francesco, con l’aria di chi ama la sua terra, ci spiega il giro che faremo e con semplicità e simpatia ci racconta di flora, fauna, storia, aneddoti e tradizioni. Dalle cime di Domus de Maria che dominano le coste frastagliate di questa zona, ci porta a visitare le spiagge. E’ marzo, e l’aria è fresca, ma qui il maestrale, padrone di questa terra, pulisce costantemente il cielo e il suo colore ci pervade. I toni del blu dominano tutto, e ci lasciano “senza fiato”. Le spiagge sono deserte, e calpestare la distesa di sabbia ordinata dal vento in creste, quasi ci dispiace.

 

 

La giornata volge al termine, si rientra in città, e approfittando della gentilezza della nostra guida per un giorno, ci facciamo lasciare al Caffè Libarium Nostrum per concederci un aperitivo sulle terrazze del bastione di Santa Croce. Rimaniamo senza fiato pure qui! la distesa dei tetti del quartiere di Stampace, accompagna la vista fino al mare e noi ci godiamo lo spettacolo fino al tramonto.

Domenica…
Ultimo giorno del nostro breve tour oggi non possiamo non dedicarci una domenica di relax. Dove? Ci avevano parlato del Poetto, la spiaggia dei cagliaritani, e ci sembra doveroso dedicarci le ultime ore della nostra breve vacanza in riva al mare. Ma prima di questo, visto che la giornata è ancora lunga, decidiamo di salire sul promontorio che fa da cornice a tutte le foto del mare di Cagliari: la Sella del Diavolo. Prendiamo l’autobus che ci lascia proprio a pochi passi dall’imbocco del sentiero con il quale in dieci, forse quindici minuti siamo su, affacciati sul golfo, e sulla città. “Senza fiato” anche oggi: questa è davvero la città dei panorami, del blu del mare, dei voli di gabbiano. Una bellezza unica, per questo gli angeli, come narra la leggenda l’avevano scelta e il diavolo invidioso, entrato in guerra per assicurarsi quest’angolo di paradiso, finì senza scampo proprio lì dove il profilo della collina si fa concavo, dandole per sempre il nome. Ci dedichiamo agli scatti, con l’intento di portarci a casa alcuni istanti di quell’azzurro intenso, benedetto vento Maestro! …

 

 

Si è fatto tardi e ci attende un piatto di spaghetti con vongole e bottarga nel chiosco della prima fermata, e una meritata siesta al sole.
Sazi di un’ottimo cibo e grati con gli operatori turistici che ci hanno accompagnato in questo breve soggiorno a Cagliari, finiamo di saziarci di sole per poi riprendere la strada per l’aeroporto, con in tasca l’azzurro che ci ha tolto il fiato per tutti questi tre giorni.